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Ti piacerebbe rimanere sempre in contatto con i tuoi clienti e fare in modo che la fiducia che loro ripongono nei tuoi confronti cresca continuamente, senza però dover rispondere al telefono o alle email diverse ore al giorno?

Bene, sei nel posto giusto perché a questa domanda, qualche anno fa, avrei risposto sì anch’io, prima di scoprire gli autoresponder!

Cos’è un autoresponder?

L’autoresponder, o risponditore automatico in italiano, è un sistema che si preoccupa di inviare email al posto tuo, basandosi però sulle tue istruzioni.

Infatti sei tu che decidi quante email mandare e quando mandarle, l’autoresponder è solamente un mero esecutore.

Facciamo qualche esempio.

Ti è mai capitato di navigare online e di trovare dei siti che ti richiedevano di inserire la tua email per poter scaricare un contenuto gratuito ad esempio un ebook, un report, un buono sconto ecc.?

Bene, se hai inserito il tuo indirizzo email, saprai che subito dopo hai ricevuto un messaggio di posta direttamente nella tua casella con il link al documento da scaricare.

Ti sei mai chiesto però come fa il creatore del sito ad essere sempre pronto a rispondere al volo a tutti i visitatori che si iscrivono? La risposta è semplicemente che non è lui ad inviarti il messaggio, bensì un autoresponder.

Come funziona un risponditore automatico

Vediamo quindi cosa c’è sotto al cofano di un autoresponder.

Intanto devo dirti che ne esistono veramente tanti online e che scegliere non è semplice, personalmente uso Drip e lo considero veramente il migliore a disposizione, proprio per questo non è il più economico.

Drip prevede però un piano base gratuito fino a 100 iscritti (vedremo più avanti cosa significa), quindi puoi provarlo senza spendere un centesimo e vedere se fa al caso tuo. Considera poi che il piano successivo costa 49$ fino a 2.500 iscritti, che non è un grosso investimento considerando quanto ti permetterà di guadagnare. L’unica differenza in più tra il piano base ed i successivi è che nel base verrà mostrata la scritta “Powered by Drip” sotto ai moduli di inserimento email (in realtà solo sotto ai widget, ma non voglio entrare nei dettagli di Drip al momento, forse ne parlerò prossimamente in un articolo dedicato).

Avrai già capito quindi che gli autoresponder sono servizi online che prevedono un pagamento mensile e che non sono quindi programmi o applicazioni che puoi installare sul tuo computer. Questo perché, per poter inviare le email in uno specifico momento temporale l’autoresponder deve sempre essere online, su un server, e monitorare se ci sono nuovi iscritti o se qualche “interruttore” (trigger in inglese) è scattato e quindi se deve inviare una o più email.

Solitamente il costo è mensile, ma quasi tutti ti proporranno anche piani annuali in cui è possibile risparmiare qualcosa, pagando però in anticipo un intero anno.

Drip ad esempio regala 2 mesi con il piano annuale. Quindi, invece di spendere 49$ x 12 mesi pari a 588$, ti verranno richiesti 490$.

Io uso sempre il piano mensile, non tanto per risparmiare, quanto perché mi piace spesso testare e provare qualche nuovo strumento e quindi preferisco non vincolarmi per periodi di tempo così lunghi. Inoltre il pagamento è tramite carta di credito, quindi non è un problema l’iscrizione mensile e non mi richiede del tempo extra.

Se sei interessato a provare Drip puoi iscriverti al piano base da questo link:

[ Iscriviti alla prova gratuita di Drip ]

Il modulo di iscrizione

Tutti gli autoresponder, per poter funzionare hanno bisogno del modulo d’iscrizione. Un semplice form in cui il visitatore dovrà inserire i propri dati per potersi iscrivere alla sequenza di email che tu programmerai.

Voglio introdurre anche un termine che si utilizza spesso nel digital marketing, ovvero la lista. La lista (di email) è quella a cui il visitatore si iscrive quando invia i propri dati tramite il modulo.

Infatti tu, sul pannello di amministrazione del tuo autoresponder, avrai a disposizione più liste. Le potrai creare, modificare o cancellare a piacimento e gli utenti vi si potranno iscrivere.
Ciascuna lista prevederà una sequenza di email differente.

Ti faccio qualche esempio per chiarirti meglio le idee.

Ipotizza di arrivare su una pagina del mio sito dedicata all’iscrizione ad un corso su WordPress. In questa pagina troverai sicuramente i dettagli del corso ed un modulo per iscriverti dove dovrai inserire il tuo nome e la tua email. Nel momento in cui li avrai inseriti ed inviati ti iscriverai automaticamente ad una lista che ho creato precedentemente sul mio autoresponder e che ho chiamato “Corso WordPress”.

Questa lista prevede una sequenza di 7 email che ti verranno inviate in automatico a partire dal momento successivo l’iscrizione.

Se tu invece ti trovassi su un’altra pagina del mio sito, dedicata ad un report speciale contenente i 3 errori che non devi assolutamente commettere quando crei il tuo sito con WordPress, compilando il modulo ti iscriveresti alla lista “Report 3 errori WordPress” che prevede una sequenza email totalmente differente e che parla ovviamente del report e non del corso.

Inizi a capire come funziona?

Il succo è che tu investirai un bel po’ del tuo tempo all’inizio per scrivere le email che intendi inviare per ciascuna lista, ma una volta che avrai finito, il lavoro successivo sarà completamente automatizzato dal Drip della situazione che si occuperà al posto tuo di inviare le email.

La sequenza di email

Il secondo componente principale di un autoresponder è la sequenza di email senza la quale l’iscrizione e la raccolta dei dati dell’utente sarebbe completamente inutile.

Infatti una volta iscritto il lettore si aspetta di ricevere qualcosa, ecco perché devi prenderti del tempo per scrivere i contenuti delle email che dovranno essere inviate. Se inoltre le email che scrivi riescono ad influenzare le persone che le leggono e le spingono a compiere le azione che a a te interessano, allora avrai fatto centro.

Solitamente le email da scrivere non sono centinaia, ma dipende molto dal tipo di lista e dal contenuto del tuo sito.

Un range standard va dalle 5 alle 15 email.

L’autoresponder ti metterà a disposizione anche un’altra funzionalità incredibile, ovvero la possibilità di specificare in che momento temporale inviare ciascuna email della sequenza.

Per esempio potresti impostarlo per inviare la prima email subito dopo l’iscrizione dell’utente, la seconda 1 giorno dopo, la terza 1 giorno dopo la seconda e così via.

Drip ti permette di scegliere anche altri parametri molto interessanti, come ad esempio i giorni in cui inviare queste email. Facciamo l’esempio che la tua sequenza segua le tempistiche appena indicate. Con Drip puoi però specificare che vengano inviate solo dal lunedì al venerdì, quindi se uno dei giorni in cui dovrebbe essere inviata un’email dovesse essere o sabato o domenica, l’email verrà automaticamente posticipata al lunedì, dopodiché ripartirà come da programma.

Il motivo per cui amo Drip non è solo questo però, infatti ha veramente una quantità di caratteristiche che lo rendono unico che spero di poterti raccontante in un prossimo articolo (se non vuoi aspettare puoi guardartele direttamente sul sito).

Il tracciamento

Ecco un’altra vera e propria rivoluzione che l’autoresponder introdurrà nel tuo business. Il tracciamento delle email, dei link e delle azioni dell’utente.

Ogni email inviata tramite autoresponder sarà infatti monitorata (tramite un codice invisibile sia per te che per l’utente che la riceve) e tu potrai sempre sapere:

  • quante email sono state inviate
  • quante sono effettivamente arrivate ai rispettivi destinatari
  • quante invece sono “rimbalzate” (può capitare per diversi motivi: email sbagliata, problemi sulla posta del destinatario, ecc.)
  • quante persone, di quelle che hanno ricevuto l’email, l’hanno effettivamente aperta
  • di queste persone, quante hanno cliccato i link contenuti nell’email (solo se ce ne sono ovviamente)
  • ecc. ecc.

Ti rendi conto di quante informazioni puoi avere grazie all’utilizzo dell’autoresponder? Avrai sempre il pieno controllo della tua lista e potrai prendertene cura nel miglior modo possibile.

Ad esempio, se noti che diverse email non vengono recapitate perché gli indirizzi sono sbagliati, puoi cancellare tali indirizzi dalla tua lista. Questa operazione è importantissima per diversi motivi, ecco i due principali:

  1. ogni volta che invii email a destinatari inesistenti, alcuni server online che si occupano di monitorare gli invii della posta si accorgeranno che stai tentando di inviare email a qualcuno che non esiste e ti assegneranno un punteggio negativo. Questo punteggio influirà sulla deliverabilità delle tue email, ovvero se i destinatari riceveranno o meno i tuoi messaggi (o se li riceveranno nello SPAM).
  2. come ti ho detto all’inizio dell’articolo gli autoresponder si pagano solitamente in base al numero di iscritti, quindi tenere in lista indirizzi inesistenti oppure persone che non leggono mai le tue email o non compiono azioni ti costerà soltanto soldi in più.

La segmentazione

Un’altra interessantissima funzionalità degli autoresponder, direttamente connessa al tracciamento, è la segmentazione delle tue liste.

Basandoti infatti sui dati del tracciamento potrai “spezzettare” le tue liste in segmenti o spostare un iscritto da una lista all’altra a seconda delle azioni che compirà.

Facciamo un esempio chiarificatore.

Ipotizziamo che tu ti iscriva alla mia lista “Corso WordPress” e che nella prima email io ti invii un link che parla anche di marketing online. Se tu lo clicchi, rimarrai sempre nella mia lista “Corso WordPress”, ma verrai anche inserito nel segmento: “Interessato al marketing online”.

Così potrò inviarti anche articoli, video e email relative all’argomento per cui hai espresso un interesse o magari venderti un mio servizio che parla proprio di quello.

Senza la segmentazione mi sarei limitato ad averti come cliente per il corso WordPress, così invece ho scoperto che non sei interessato solo a quello, ma anche al marketing digitale.

La segmentazione è la vera forza dell’email marketing e ti permette di ottenere dei risultati incredibili se la sai sfruttare a pieno.

E qui torno a parlarti di Drip e di quanto lo adori. Drip infatti ha un funzionamento un po’ particolare rispetto a tutti gli altri autoresponder che ho provato. Infatti Drip non ha le liste di cui ti ho parlato prima (sì, lo so che ti ho detto che le liste ci sono negli autoresponder ecc., ma non ti arrabbiare, in realtà Drip semplifica notevolmente le cose), bensì ha un’unica lista in cui tutti gli iscritti verranno inseriti, a prescindere dal modulo da cui si sono iscritti.

E come fai a segmentare i clienti ed inviare email differenti a seconda del modulo d’iscrizione? Semplicemente grazie ai tag, delle vere e proprie etichette che Drip ti permette di assegnare a tutti gli iscritti in base a regole che decidi tu.

Quindi ti ritroverai con un’unica lista di utenti, ma ciascuno di essi avrà tag diversi che lo identificheranno e che ti permetteranno di segmentarli nel miglior modo possibile.

Ogni azione che l’utente compie e che ti interessa gli attribuirà un tag così tu potrai decidere di inviare una specifica email solo agli utenti con quel tag.

Drip è il massimo della flessibilità, provalo!

Marketing automation

Passiamo quindi all’ultima funzionalità degna di nota. Non tutti gli autoresponder la prevedono, Drip ovviamente sì.

In realtà ne abbiamo già parlato, senza però specificare che si trattasse di marketing automation.

In sostanza la marketing automation si concretizza nel poter effettuare azioni automatiche basandosi sul comportamento del cliente. Per spiegartela meglio userò un’immagine presa proprio dalla configurazione di un workflow (flusso di lavoro) di Drip.

Esempio di flusso di lavoro in Drip

Esempio di flusso di lavoro in Drip

Il flusso di lavoro indica le azioni consequenziali che verranno eseguite e si legge dall’alto verso il basso, iniziamo quindi da quello che è il primo step “Submitted a form”, in italiano modulo inviato.

Nel momento in cui un utente compilerà il modulo specificato passerà automaticamente allo step successivo “Invia campagna”.

La campagna in questo caso è la sequenza di email, quindi inizierà a ricevere le email della campagna specificata.

Nota adesso che tra il secondo ed il terzo box c’è uno spazio, non sono quindi azioni consequenziali, ma distinte l’una dall’altra. I box verdi identificano infatti degli eventi che possono avvenire in tempi differenti.

L’evento “Acquisto effettuato” comporterà infatti l’invio di una campagna differente e quindi l’uscita da questo flusso di lavoro.

Questa era la visione del flusso dalla parte amministrativa, facciamo adesso un esempio reale di come può essere utilizzato questo workflow.

Tu compili il modulo d’iscrizione alla lista “Corso WordPress” perché sei interessato ad inscriverti al corso. Inizi quindi a ricevere le email che lo descrivono e che contengono dei link al sito su cui puoi effettuare il pagamento della quota d’iscrizione.

Nel momento in cui tu deciderai di iscriverti al corso e di effettuare quindi il pagamento (alla prima email o alla quarta è indifferente), tramite il codice di Drip inserito sul mio sito che si occuperà di monitorare le tue azioni, verrà emesso l’evento “Acquisto effettuato”. Verrai quindi tolto dalla sequenza di email che parlano del corso e che cercano di vendertelo e verrai inserito nella sequenza prevista per chi ha già comprato il biglietto. Quindi inizierai a ricevere le email con scritta la location, gli orari, ecc.

Capito come funziona? L’autoresponder è un vero e proprio Ambrogio virtuale che ti fa da assistente e che si preoccupa di inviare le informazioni corrette ai tuoi clienti.

Immagina quante azioni avresti dovuto effettuare tu per gestire l’iscrizione ad un tuo corso.

Ecco perché gli autorisponditori sono così importanti nel marketing digitale e perché devi imparare ad usarli.

Quando usare un autoresponder

La questione qui è un po’ più articolata, ma come sempre cercherò di rendertela semplice facendoti degli esempi.

A mio modesto parere ogni sito dovrebbe essere collegato ad un autoresponder, perché ogni sito non dovrebbe limitarsi ad essere il classico “sito vetrina”, ma un sito che in qualche modo attiri, educhi ed infine converta i visitatori in clienti.

Siamo abituati a navigare online tra siti che in realtà sono soltanto la trasposizione digitale del classico bigliettino da visita, questi sono i siti vetrina.

In questi siti ci si limita a dire:

  • chi sono
  • cosa faccio
  • dove lo faccio
  • come contattarmi

Ma perché mai il visitatore dovrebbe affidarsi proprio a te? Che motivazione gli stai dando? Se il tuo sito si limita a fare le quattro cose che ho appena scritto, allora dovresti iniziare a preoccuparti perché probabilmente è solo un costo.

Se invece il tuo sito prevede una sezione in cui raccogli i dati dei visitatori, magari fornendo in cambio qualcosa (un ebook, uno sconto, una prova gratuita, ecc.) allora non hai un sito vetrina, ma un sito che vende al posto tuo.

Per vendere però hai bisogno di qualcuno che invii delle email commerciali ai contatti che si iscrivono, l’autoresponder.

Ecco perché dico che ciascun sito dovrebbe averne uno, perché sono convinto che tutti i miei clienti, e probabilmente anche tu, con il tuo sito vuoi vendere di più ed aumentare il numero dei tuoi clienti.

Conclusioni

In conclusione l’autoresponder è una vera e propria arma che tu puoi aggiungere al tuo arsenale. Ti permetterà di mantenere una relazione con i visitatori del tuo sito e magari, piano piano, convertirli in clienti paganti.

Inizialmente potrà sembrare complicato configurarlo e potresti rimanere spaventato, ma ti assicuro che il gioco vale la candela.

Il mio consiglio è quello di sporcarti le mani fin da subito e di utilizzare Drip per questo dato che è l’unico autoresponder che conosco che offre un piano completamente gratuito (e con tutte le funzionalità dei piani a pagamento). L’unico limite è il numero di iscritti, che in totale, non deve superare i 100. Sì, è molto basso, ma per iniziare e fare qualche test sarà più che sufficiente.

Non aspettare ancora:

  1. apri il tuo account gratuito su Drip
  2. crea il tuo primo modulo d’iscrizione (form)
  3. crea la tua prima campagna
  4. scrivi 3 email di prova (Drip ti propone anche dei modelli precompilati in inglese)
  5. metti il form sul tuo sito (se usi WordPress puoi usare un plugin come https://it.wordpress.org/plugins/email-marketing/)

Sono proprio curioso di sapere com’è andata, intanto fammi sapere se l’articolo ti è piaciuto, o se hai qualche domanda, con un commento qui sotto.

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